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Via Gramsci, 10, Cadelbosco di Sopra, RE
Valutazione:
Consigliatissimo!!
Prezzo a persona:
26.90 €
Servizio utilizzato:
ristorante
Contesto:
 
cena in famiglia
Commenti:
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testapelata

ha visitato il locale il 31/10/2013 testapelata avatar
485 Recensioni scritte dal 12/09/2010 4292 Punti

Ultima sera di Profumi & Sapori d’Autunno, che coincide anche con la notte delle zucche, quella festa del beep che fa tanto “tendenza” e con cui non avremmo nulla cui spartire ma che……….passiamo oltre.

Prenotazione telefonica fatta quasi all’ultimo momento, quattro posti ci sono.

Il Favo si trova sperduto fra le campagne in località Villa Argine, nel comune di Cadelbosco, in una vecchia casa “da contadini” abilmente ristrutturata ma che mantiene la struttura originale, si entra dal portico e si mangia nella stalla, gli abbeveratoi sono stati riempiti di sassolini bianchi, qualche vecchio attrezzo appeso alle pareti, ambiente carino ma che, in caso di locale pieno produce un’acustica assordante.

Tavoli apparecchiati di tutto punto, con tovagliato in stoffa, doppio bicchiere e doppie posate.

In questa serata il menù è fisso, come il prezzo, occorrerà aggiungere soltanto il vino, peraltro scontato del 15% , sceglierò un ottimo “concerto” della cantina Medici Ermete, a mio avviso, uno dei migliori lambruschi reggiani .

Si parte con gli antipasti, un bel piatto con due pezzi di erbazzone ai funghi, veramente ottimo, ed un timballo di zucca cui è stata aggiunta una scaglia di pecorino fresco dell’appennino reggiano, discreto nell’insieme .

E via con i primi:

tagliatelle al sugo di cacciagione: pasta doga bassa, un po’ liscia, sugo delicato ;

zuppa di cereali con maltagliati: servito in un coccio, fagioli, cereali, pomodorini, tanti maltagliati, non è il mio piatto preferito, ma debbo dire che lo promuovo senza esitazione .

Piccola pausa ed arrivano i secondi:

rosette di rossa reggiana con patate arrosto: discrete le patate ottima la rosetta, in pratica carne macinata ricomposta in una svizzera, veramente saporita e gustosa e visto che qualcuno ne lascia un po’, faccio il sacrificio di ……. non lasciare nulla nel piatto ;

ed ora il piatto forte della serata, stracotto di somarina con polenta: c’è poco da dire, questo piatto o piace o non piace, la cottura prolungata rende la carne tenerissima ma allo stesso tempo fin troppo ricca di condimento e spezie per cui ……. a me piace moltissimo, anche la polenta, morbidissima, consente di apprezzarlo nella maniera migliore.

Arrivo primo sul traguardo ed aiuto qualcuno in difficoltà .

E’ stato già approntato il carrello dei dolci, una crostata, i profiteroles, una torta di yogurt ai frutti di bosco e la zuppa inglese .

La simpatica signora che ci serve si offre anche per servire un bis di dolci, ma noi preferiamo un dolce unico, ed io mi mangio la splendida zuppa inglese, ben fatta, doppio strato di creme, non troppo alcolica, mi ha dato gusto essere stato “colui che ha mangiato la prima fetta” .

Non ho assaggiato gli altri dolci, ma i giudizi sono stati favorevoli e soprattutto, ognuno ha mangiato il proprio senza lasciare nulla…………….il “non terminare” la somarina era stata una tatica conservativa !!!

Per finire caffè mentre “rifiutiamo” digestivi e simili.

Nel frattempo il locale si è riempito, è arrivata una tavolata di una trentina di persone, come previsto l’acustica ne risente, si fa fatica a dialogare con le persone al tuo stesso tavolo……..per fortuna abbiamo terminato la cena.

Come spesso succede in questa rassegna, mangiato fin troppo, cibo di qualità e non sempre reperibile, originali gli antipasti, più tradizionali i primi, nulla da obiettare sui secondi e sui dolci.

Personale cortese e professionale ed allo stesso tempo distaccato per una serata da quattro cappelli pieni. 

Consigliatissimo!!